domenica 21 settembre 2025

ORIGINE E SVILUPPO DEL PRIMO SISTEMA SCOLASTICO STATALE

La riforma scolastica di Maria Teresa e Giuseppe II

Durante il XVIII secolo, l’Impero Asburgico fu protagonista di importanti trasformazioni nel campo dell’istruzione pubblica, soprattutto sotto il regno di Maria Teresa d'Austria (1740–1780) e di sua figlia Giuseppina (più precisamente, Giuseppe II, ma spesso la riforma è riferita in coppia madre-figlio). L’obiettivo principale della riforma scolastica era quello di creare un sistema educativo centralizzato, laico e controllato dallo Stato, in modo da formare cittadini istruiti e obbedienti, capaci di servire l’amministrazione imperiale.

Nel 1774 Maria Teresa promulgò il "Regolamento generale delle scuole elementari" (Allgemeine Schulordnung), che rappresenta il cuore della riforma. Essa prevedeva l’istruzione obbligatoria dai 6 ai 12 anni, gratuita e accessibile a tutti i bambini, indipendentemente dalla classe sociale. Questo rappresentava una svolta epocale rispetto al passato, dove l’educazione era prerogativa della Chiesa e delle classi agiate.


La riforma scolastica teresiana risentiva fortemente delle idee dell’Illuminismo, che vedeva nell’istruzione uno strumento per il progresso morale e civile della società. L’istruzione doveva formare individui razionali, produttivi e disciplinati. In questo contesto, lo Stato assume un ruolo centrale nell’organizzazione e nel controllo dell’istruzione, sottraendola in parte alla Chiesa cattolica, che fino a quel momento aveva gestito gran parte del sistema educativo.

Con Giuseppe II, figlio di Maria Teresa, si proseguì e si radicalizzò il processo di laicizzazione dell’istruzione. Il clero perse ulteriormente il controllo sulle scuole, mentre aumentò l’attenzione dello Stato sul contenuto e sull’efficacia dell’insegnamento, promuovendo una maggiore uniformità dei programmi e dei metodi didattici.

Felbiger e il "metodo normale"

Uno dei principali protagonisti della riforma scolastica fu Johann Ignaz von Felbiger (1724–1788), pedagogista e riformatore scolastico di origine tedesca, chiamato a collaborare alla riforma da Maria Teresa. Felbiger introdusse il cosiddetto "metodo normale", un sistema didattico innovativo per l’epoca, ispirato ai principi di ordine, disciplina e semplificazione dell’insegnamento.

Il "metodo normale" prevedeva una struttura didattica rigorosamente organizzata, in cui gli insegnanti seguivano un programma standardizzato, con lezioni suddivise in unità chiare e ripetitive. Le classi venivano divise per età e livello di apprendimento, e si utilizzavano tecniche mnemoniche e ripetitive per facilitare l’apprendimento. L’insegnamento avveniva spesso in forma frontalistica, con l’insegnante al centro del processo educativo.


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